Fatturazione elettronica alle P.A. - La normativa di riferimento

Torna all'indice

La normativa di riferimento

A seguito del Regolamento n. 55/2013 (G.U. n. 118 del 22 maggio 2013), la PA non potrà accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea e procedere al pagamento, anche parziale, sino all'invio del documento in forma elettronica. Il divieto riguarda tutti i soggetti pubblici anche autonomi inseriti nel conto economico consolidato dello Stato ed individuati entro il 30 settembre di ogni anno nell'elenco pubblicato dall'ISTAT. Medesimi obblighi sono posti in capo alle amministrazioni statali.

Per “fattura elettronica” verso la PA, rispetto a quanto contenuto nell'art. 21 del DPR n. 633/1972, si intende un documento in formato Xml, sottoscritto con firma elettronica qualificata o digitale che contiene il codice identificativo univoco dell'ufficio destinatario della fattura riportato nell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (c.d. IPA).

I tempi di attuazione previsti dal DM n. 55/2013, c.d. Regolamento (entrato in vigore il 6 giugno 2013), così come ricordato dalla Circolare n. 1 del 31 marzo 2014, sono i seguenti:

  • 6 giugno 2014, per le Amministrazioni Centrali “principali” (Ministeri ed Agenzie Fiscali) e per gli Enti nazionali di previdenza ed assistenza, come individuati nell'elenco pubblicato annualmente dall'ISTAT (l'ultimo elenco pubblicato in G.U. n. 227 del 28.9.2012);

  • 31 marzo 2015, per tutte le altre pubbliche amministrazioni (incluse quelle autonome) assoggettate all’obbligo di ricezione delle fatture elettroniche, ai sensi dell’art. 1, comma 209 della L. n. 244/2007, ivi comprese le amministrazioni locali.

Alle scadenze sopra individuate, diventerà attuativo l'obbligo, da parte della PA, di pagare solo ed unicamente le fatture elettroniche (emesse nel formato stabilito) secondo quanto espressamente disposto dall'art. 1, comma 210 della Legge n. 244/2007.

A decorrere dalle date precedentemente evidenziate, i fornitori (siano imprese ovvero lavoratori autonomi) dovranno emettere, trasmettere ovvero conservare elettronicamente le fatture destinate alla PA.
La trasmissione delle fatture elettroniche, anche attraverso intermediari, dovrà avvenire mediante l'utilizzo del Sistema di interscambio (c.d. SdI), gestito dall'Agenzia delle Entrate per il tramite della Sogei.

L’art. 25 del DL n. 66/2014 ha stabilito che le fatture elettroniche che saranno emesse nei confronti delle PA dovranno contenere oltre al codice IPA che identifica la PA:

  • il Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di esclusione dall’obbligo di tracciabilità di cui alla legge 13 agosto 2010, n. 136: tra le esclusioni rientrano, quindi, quelle fatture emesse a seguito di un’operazione che non risulta qualificata come appalto;

  • il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.

Nei casi in cui i fornitori della PA non riportino il CIG ovvero il CUP le PA non procederanno al pagamento delle fatture elettroniche trasmesse.